INGRESSO RISERVATO AI SOCI TESSERATI ARCI 

 

LA TESSERA 

SI PUÒ FARE ANCHE ALLE NOSTRE SERATE DALLE 20.30 IN POI

INFO 3319118800

CIRCOLO ARCI SCINTILLA 

 

Via S.Mama, 75 Ravenna 48121 

info:3319118800 mail info@mamasclub.it  

 

OTTOBRE 2017 GENNAIO 2018

WebMaster Italo Arfelli

 
ì venerdì   sabatomusica lirica galleria foto dove siamo chi siamo

VENERDI' 12 GENNAIO ORE 21.30

LE BELLE CANZONI DELLA NOSTRA STORIA: GLI ANNI ‘60

Gianluigi Tartaull: voce e chitarra; Luca Bombardi:pianoforte

INGRESSO 8 €

 

 

Gli anni 60 sono “favolosi” prima di tutto perché la mia generazione, in quel periodo, aveva meno di vent’anni e affrontava il futuro con grandi speranze. Annegati negli ormoni, entravamo nel mistero della vita alimentati dalle grandi emozioni che ti esaltano e ti abbattono in questi anni così belli e difficili. Le canzoni erano nostre compagne; le italiane e le straniere; le canzonette, fatte per divertirsi e per ballare limonando, e le canzoni più impegnate, che parlavano della realtà e volevano far riflettere.

 

Il progetto parla di queste ultime e racconta la prima generazione dei cantautori. Genova e Milano furono i primi centri che videro crescere questo fenomeno emergente della musica leggera italiana. Genova, più legata alla cultura francese, ebbe importanti riferimenti nel mondo degli chansonnier, ma certo non rimase indifferente alle novità del mondo anglosassone e statunitense, come Cohen e Dylan. Milano, con una vita artistica in grande movimento, e con un locale, il Derby, in cui si avvicendavano tutti quei giovani talenti che negli anni a venire sarebbero diventati protagonisti sulla scena nazionale. La “scuola milanese” è caratterizzata da quella vena di ironia, di surrealismo e di assurdità propria del cabaret. Dario fo, Iannacci, i Gufi, Cochi e Renato, ma anche il primo Gaber ne sono gli interpreti. Questo lo sfondo del programma cantato e raccontato. Da Modugno a De Andrè, da Paoli a Gaber, da Lauzi a Battisti e tanti altri, si ripercorre con venti e più canzoni un periodo straordinario della nostra storia.

Gianluigi Tartaull