INGRESSO RISERVATO AI SOCI TESSERATI ARCI 

 

LA TESSERA 

SI PUÒ FARE ANCHE ALLE NOSTRE SERATE DALLE 20.30 IN POI

INFO 3319118800

CIRCOLO ARCI SCINTILLA 

Via S.Mama, 75 Ravenna 48121 

info:3319118800 

mail info@mamasclub.it  

 

GENNAIO MARZO 2018

 

WebMaster Italo Arfelli

 
ì venerdì   sabatomusica lirica galleria foto dove siamo chi siamo

SABATO 17 FEBBRAIO ORE 21.30

BANDEANDRE’  

Storia di un impiegato” 

Fabrizio De André riflette  sul ‘68,  cinque anni dopo il maggio francese.

Gianluigi Tartaull: voce e chitarra; Nazzarena Galassi: voce; Caterina Sangiorgi: flauti e voce; Stefano Fabbri: percussioni; Raimondo Raimondi: chitarra, mandolino, mandola; Giacomo Sangiorgi: basso elettrico; Luca Vassura: fisarmonica

INGRESSO 10 € 

 

“….Anche se voi vi credete assolti, siete per sempre coinvolti….”

“Storia di un impiegato” è un disco importante, non solo in relazione al periodo storico e sociale in cui uscì, ma soprattutto nell’ambito dell’itinerario artistico di De André, come riflessione sul presente, che dal G8 di Genova, ai recenti movimenti ispirati a Occupy Wall Street, insegna quanto sia velleitario “buttare bombe” sui parlamenti, quando il vero potere risiede in ben altre e più occulte sedi. L’album esprime un messaggio chiaro ed incisivo: è necessaria una prassi politica militante di tipo collettivo, nella partecipazione attiva, per porre al centro della comunità l’individuo e per cambiare un sistema che, adesso più che mai, sembra inesorabilmente immutabile, arroccato sull’egemonia autoritaria del potere speculativo dei mercati finanziari. Infatti, in un concetto anarchico di società, non esistono “poteri buoni”, ma solo sistemi violenti e autoritari che cercano di perpetuarsi, magari chiamando in servizio permanente effettivo i “ rivoluzionari” di ieri. È il 1973 e un’Italia postsessantottina in piena rivoluzione artistica, politica e culturale, lo sfondo su cui Fabrizio de André compone questo nuovo album: la storia di un uomo che rifiuta le proprie convenzioni borghesi e che agirà secondo personali e viscerali convinzioni anarchiche e rivoluzionarie, ma comprenderà che la ribellione ha senso solo se collettiva e partecipata, in una dimensione comunitaria dell’esistenza sociale, dove la prassi politica e militante sia volta al raggiungimento della pace come bene comune. Laura Tussi