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SABATO 15 FEBBRAIO ORE 2130

 

BANDEANDRE' Le Nuvole di Fabrizio De André

 

Gianluigi Tartaull:voce, chitarra; Nazzarena Galassi:voce; Caterina Sangiorgi:flauti, voce; Luca Vassura: fisarmonica; Stefano Fabbri: percussioni; Raimondo Raimondi: chitarra, mandolino, mandola; Giacomo Sangiorgi: basso elettrico

 

 

INGRESSO 12 € 

 

 

 

 

 

Proseguendo nell'esplorazione e nell'approfondimento dell'opera di Faber, Bandeandré ripropone Le Nuvole, penultimo progetto del cantautore genovese. Dopo il successo di Creuza de ma' (1984),Fabrizio De André ritorna, dopo sei anni di silenzio, a collaborare con l'amico Mauro Pagani

I brani Megu megun e “A Cimma”, in lingua ligure, inaugurano la collaborazione con Ivano Fossati, che proseguirà con l'album Anime salve;  il testo in dialetto napoletano di Don Raffaè è scritto a quattro mani con Massimo Bubola.

Ci racconta Pagani: “...in Creuza in fondo ci eravamo divisi i compiti, lui i testi, io le musiche. Quando cominciammo a lavorare al disco nuovo ci rendemmo conto invece che con il passare degli anni il nostro rapporto si era fatto più profondo, che le nostre conoscenze sempre più si influenzavano e si intrecciavano a vicenda. Così stavolta tutto prese forma e identità davvero a quattro mani. Soprattutto guardandoci intorno, con una attenzione al mondo del tutto diversa da quella del disco genovese. Il “dove” stavolta finì per essere l'Ottocento, l'Ottocento cattolico e borghese delle grandi utopie, del colonialismo e delle guerre senza senso, così simile per contenuti e scelte ai tempi odierni, in fondo solo un po' più veloci e molto più isterici.Tutto quello che avevamo tra le mani di nuovo trovò peso e collocazione, dai ricchi ateniesi di Aristofane, così simili ai nostri, all'ignavia di Oblomov, dall'incanto malinconico di Čajkovskij alla saggezza un po' guittesca e senza tempo del secondino Pasquale Cafiero”.

Il titolo dell'opera è ripreso dalla commedia di Aristofane, Le nuvole.

Il collegamento lo esplicitò lo stesso De André Le Nuvole, per l'aristocratico Aristofane, erano quei cattivi consiglieri che insegnavano ai giovani a contestare; in particolare Aristofane ce l'aveva con i sofisti che indicavano alle nuove generazioni un nuovo tipo di atteggiamento mentale e comportamentale sicuramente innovativo e provocatorio nei confronti del governo conservatore dell'Atene di quei tempi. Le mie Nuvole sono invece da intendersi come quei personaggi ingombranti e incombenti nella nostra vita sociale, politica ed economica; sono tutti coloro che hanno terrore del nuovo perché il nuovo potrebbe sovvertire le loro posizioni di potere. Nella seconda parte dell'album, si muove il popolo, che quelle Nuvole subisce senza dare, peraltro, nessun evidente segno di protesta.» (Fabrizio De André 1990

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