I VENERDI' SPETTACOLARI Eventi
 

Venerdi 12 NOVEMBRE ore 21,30

 

QUADERNI DELLA QUARANTENA 

di Iacopo Gardelli

con Lorenzo Carpinelli

effetti sonori di Giacomo D’Attorre Una produzione Studio Doiz

 

 INGRESSO 10 €

 
 

 
 

Ravenna, marzo 2020. È la fase più acuta della quarantena.

Un autore anonimo, che si firma A. P., sedicente architetto, inizia a inviare alla redazione di Ravennanotizie dei dispacci quotidiani, sotto forma di diario personale. Quello che, sulle prime, sembra essere il semplice sfogo di un lunatico costretto all'isolamento forzato, si rivela ben presto la sconcertante registrazione di una caduta nella follia. Giorno dopo giorno, i lettori assistono attoniti al precipitare delle condizioni mentali di questo anonimo ravennate che, se da un lato scivola inesorabilmente verso manie persecutorie e alcolismo, dall'altro sembra conservare una lucida visionarietà satirica, tanto da farlo somigliare al protagonista di un racconto gogoliano.

La vicenda di questo architetto di provincia, che firma progetti irrealizzabili ed è ossessionato dal paziente zero, mischia citazioni e parodie letterarie alla storia cittadina. Di fianco a un Dante che sembra uscito dai sonetti di Guerrini, incontriamo Jacopo Landoni, letterato ottocentesco pressoché dimenticato; una “donnicciola” alla finestra che segnala al sindaco De Pascale gli untori ci ricorda un celebre episodio manzoniano; la voce delle Rane aristofanesche fa da controcanto blasfemo a un'invocazione del protagonista; e in un cosacco che cammina nella bufera non possiamo non riconoscere il grande Aleksandr Blok, poeta russo del Novecento che a Ravenna dedicò una bellissima poesia. E l'elenco potrebbe continuare.

Alla voce di Lorenzo Carpinelli, perennemente sdoppiata e incrinata per interpretare questa ridda di personaggi assurdi, è affidata la resa di questo peculiarissimo diario locale. Le musiche, eseguite dal vivo da Giacomo D'Attorre, fondatore dei Clever Square, faranno da contrappunto ritmico alla narrazione, restituendoci un'atmosfera visionaria, sospesa e inquietante al tempo stesso. Perché, oltre la superficie del gioco e del pastiche letterario, questo lavoro svela già il suo carattere di testimonianza storica, nonché di monito per il futuro. Siamo tutti degli A. P., in fondo.